FSC

Cos’è e obiettivi

Il FSC ha la sua origine nei Fondi per le aree sottoutilizzate (FAS), istituiti con la legge finanziaria per il 2003 e la cui gestione è stata attribuita al Presidente del Consiglio dei Ministri, che si avvale del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione, oggi istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e Dipartimento per le politiche di coesione (DPCoe).

Con il decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, il FAS ha assunto la denominazione di Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) ed è stato finalizzato a dare unità programmatica e finanziaria all’insieme degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale, rivolti al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese. Il FSC ha carattere pluriennale in coerenza con l’articolazione temporale della programmazione dei Fondi strutturali dell’Unione europea, garantendo l’unitarietà e la complementarietà delle procedure di attivazione delle relative risorse con quelle previste per i fondi comunitari. In particolare, l’intervento del Fondo è finalizzato al finanziamento di progetti strategici, sia di carattere infrastrutturale sia di carattere immateriale, di rilievo nazionale, interregionale e regionale.

Il FSC deve essere ripartito con apposite delibere del CIPE, oggi modificato in Comitato interministeriale per la programmazione economica Sviluppo Sostenibile (CIPESS), che svolge funzioni di coordinamento in materia di programmazione e di programmazione politica economica nazionale, nonché di coordinamento della politica economica nazionale con le politiche comunitarie. Il CIPESS è chiamato a definire le linee di sviluppo politico economico ed internazionale in ambito nazionale, comunitario individuando gli indirizzi e gli obiettivi prioritari di sviluppo economico e sociale, delineando le linee di sviluppo necessarie per il conseguimento degli obiettivi prefissati.

La legge di stabilità 2014 ha individuato la dotazione iniziale del FSC per il ciclo di programmazione 2014-2020 pari a complessivi 54.810 milioni di euro, l’80% dei quali assegnati alle aree del Mezzogiorno e il 20% a quelle del Centro-Nord. Le Leggi di stabilità 2018, 2019 e 2020 hanno integrato la dotazione del Fondo portandola complessivamente a 68.810 milioni di euro.

La  legge di stabilità 2015 ha ridefinito la cornice di programmazione delle risorse FSC 2014-2020, introducendo nuovi elementi di riferimento strategico, di  Governance e di procedura, tra cui l’impiego della dotazione finanziaria del FSC attraverso Piani operativi rispondenti ad aree tematiche nazionali definiti da una apposita Cabina di regia. 

Il DPCM del 25 febbraio 2016 ha istituito la Cabina di regia, composta dall’Autorità politica per la coesione (che la presiede), dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con funzioni di Segretario del CIPE, dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie, dal Ministro delegato per l’attuazione del programma di Governo, dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da un Presidente di Città metropolitana designato dall’ANCI, da tre Presidenti di Regione designati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (incluso il Presidente della stessa Conferenza), di cui due rappresentanti delle Regioni “meno sviluppato e in transizione” e un rappresentante delle Regioni “più sviluppato”.

La Cabina di Regia così costituita ha definito le aree tematiche ei rispettivi obiettivi strategici e il CIPE, con la propria delibera n. 25/2016ha individuato i principi/criteri di funzionamento e utilizzo delle risorse FSC e ha ripartito le risorse FSC 2014-2020 disponibili tra le seguenti 6 aree tematiche:

  • Infrastrutture;

  • Ambiente;

  • Sviluppo economico e produttivo;

  • Turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali;

  • Occupazione, inclusione sociale e lotta alla povertà, istruzione e formazione;

  • Rafforzamento della PA.

La circolare n.1 /2017  del 13/5/2017 del Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, con rifermento alla Delibera CIPE n. 25/2016, ha disposto gli adempimenti per l’attuazione dei Piani operativi/Piani stralcio e Patti per lo Sviluppo, in termini di governance, modifiche e riprogrammazioni di risorse, revoche, disposizioni finanziarie.

La delibera CIPE n. 26/2018  ha aggiornato la ripartizione delle risorse tra le aree tematiche e apportato modifiche ad alcune scadenze previste dalla Delibera 25/2016, spostando il termine per l’assunzione delle obbligazioni giuridicamente vincolanti al 31/12/2022.

La delibera CIPESS n. 2/2021   Disposizioni quadro per il Piano Sviluppo e Coesione  assicura una disciplina quadro di regolamentazione per la definizione, la gestione e il monitoraggio degli interventi finanziati con risorse FSC delle programmazioni 2000-2006, 2007-2013 e 2014-2020 che confluiranno nei Piani di Sviluppo e Coesione (PSC), ai sensi dell’articolo 44, comma 14, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58. La delibera contiene disposizioni di carattere generale sul PSC, ove sono delineati i contenuti, con l’indicazione delle 12 aree tematiche in cui ciascun Piano è articolato in analogia agli obiettivi tematici dell’Accordo di Partenariato:

  • Ricerca e innovazione

  • Digitalizzazione

  • Competitività imprese

  • Energia

  • Ambiente e risorse naturali

  • Cultura

  • Trasporti e mobilità

  • Riqualificazione urbana

  • Lavoro e occupabilità

  • Sociale e salute

  • Istruzione e formazione

  • Capacità amministrativa

Inoltre definisce la Governance, con specifico riferimento all'Autorità responsabile, al Comitato di Sorveglianza, alle condizioni di modifica e all’adozione del Sistema di Gestione e Controllo . Le disposizioni quadro sono propedeutiche all’attuazione dei PSC, da adottarsi con singole deliberazioni per ciascuna delle amministrazioni titolari degli interventi.

Il Quadro della Programmazione

Con la sottoscrizione dell' Accordo di Programma “Interventi per lo sviluppo economico, la coesione sociale e territoriale della regione Emilia-Romagna”, del 16/09/2017 di cui alla Delibera del CIPE n. 75/2017 , pubblicata in G.U. il 22/01/2018, sono state assegnate alla Città Metropolitana di Bologna risorse pari a 107 milioni di euro ed è stato approvato il relativo “Piano Operativo FSC 2014-2020 della Città metropolitana di Bologna”, in seguito confluito, ai sensi della Delibera CIPESS n. 2/2021, nel nuovo “Piano Sviluppo e Coesione” (PSC).

In data 21/12/2018 si è proceduto alla modifica del summenzionato Accordo con la sottoscrizione dell’ Atto modificativo , per interventi strategici della Città metropolitana di Bologna” al fine di introdurre l’area tematica “Rafforzamento della PA” con la previsione di una Linea specifica per l’Assistenza Tecnica, al fine di supportare l’attuazione dello stesso Piano, pari a € 1.070.000,00.

Successivamente, in data 02/04/2021, è stato sottoscritto un ulteriore Atto modificativo dell’Accordo di Programma , con il quale sono state apportate modifiche che non hanno comportato spostamenti di risorse tra le Aree tematiche, riguardando invece la variazione dell’ammontare delle sole quote di co-finanziamento e non della dotazione FSC 2014-2020 assegnata al Piano Operativo, che è rimasta invariata e quindi pari a 107 milioni di euro. Inoltre le modifiche hanno riguardato l’inserimento di due nuovi interventi finanziati dalle economie generate da interventi conclusi.

In attuazione della delibera CIPESS n. 2/2021, il Piano Operativo, oggi PSC è stato approvato in prima approvazione, con delibera del CIPESS n. 64/2021  e pubblicata in G.U. il 14/01/2022. La Città metropolitana ha così provveduto a semplificare le modalità di gestione, monitoraggio, e rendicontazione delle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione attraverso una riclassificazione degli interventi già finanziati confermando l’intero importo pari a 107 milioni di euro così come assegnati dalla Delibera CIPE n. 75/2017. Oggi l’insieme dei 30 interventi finanziati con le sole risorse FSC 2014-2020 costituisce il Piano di Sviluppo e Coesione (PSC) della Città metropolitana di Bologna, il nuovo strumento di programmazione dell’Ente.

30
progetti
€ 107,00 mln

19 INTERVENTI CONCLUSI 
9 INTERVENTI IN FASE DI ESECUZIONE LAVORI

1 INTERVENTO DI PROGETTAZIONE E FORNITURA DI BENI E SERVIZI CONCLUSO 

1 INTERVENTO RAFFORZAMENTO PA
 

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